venerdì 10 ottobre 2014

Gyoza, ravioli cinesi e altre storie

Fin da piccola sono sempre stata in cucina.
Guardavo mia mamma trafficare ai fornelli, finchè non sono diventata abbastanza grande da poterla aiutare.

La prima cosa che ho imparato è stata tritare il prezzemolo. 

Poi pian piano sono passata a cose un po' più serie, che coinvolgevano anche fuoco e padelle, ho iniziato a prendere confidenza e ad appassionarmi, cimentandomi anche da sola.

Mi affascinava quella chimica e la curiosità, che penso sia il motore delle grandi passioni, mi ha spinta a cercare tra libri e blog e a preparare piatti che non avevo mai visto fare a mia mamma, spesso di vaga ispirazione etnica. 

Con scarsi risultati a ripensarci!


Ma, mai come in cucina, è solo facendo che si impara.
Dopo anni, eccoci di nuovo. Sono più vecchia, anche se non più saggia, ma senz'altro un po' più esperta.

Non so voi, ma una delle cose che ordino sempre al cinese o al giapponese sono i ravioli.
Di carne o di gamberi sono in assoluto il mio piatto preferito.
Non c'è da stupirsi quindi che sia stato una delle prime ricette che ho cercato di craccare.
Non nel senso di Cracco, ma...ok, la smetto.

Infatti, come vedrete, si possono realizzare con ingredienti assolutamente reperibili, niente di troppo eccentrico.
Almeno che non lo vogliate.


Per la sfoglia:
  • 200gr di farina 00
  • 2 cucchiai di olio di semi (o di sesamo tostato)
  • un pizzico di sale
  • 80ml circa di acqua tiepida
Per il ripieno di gamberi:
  • 200gr di code di gamberi (crudi, puliti, freschi)
  • 3 spicchi d'aglio
  • 4-5cm di radice di zenzero tritata
  • la parte verde di 2 cipollotti tritata (facoltativo)
  • 3 cucchiai di salsa di soya (o di salsa di pesce)
  • un cucchiaio abbondante di aceto di riso (facoltativo)
  • un cucchiaio abbondante di amido di mais 
  • una manciata di pisellini decongelati
Per il ripieno di carne (gyoza):
  • 200gr di carne di maiale macinata (non troppo magra)
  • 2 cipollotti tritati
  • 8-10 foglie di cavolo cappuccio
  • uno spicchio d'aglio (facoltativo)
  • 4-5cm di radice di zenzero tritato 
  • 3 cucchiai di salsa di soya
  • una manciati di funghi secchi reidratati e tritati (facoltativo)
  • un cucchiaio di zucchero di canna scuro
  • un cucchiaio abbondante di amido di mais


Ok, ok, non vi spaventate! Scegliete un ripieno e iniziate a fare quello, se vi entusiasmate, tornate qui e provate a fare l'altro. 

Queste dosi vi basteranno per 20-25 ravioli, quindi se volete un approccio più easy, dimezzate le dosi, sia del ripieno che dell'impasto: vi sembrerà un'impresa più fattibile. 
Peccato che poi vi pentirete di non averne fatti di più...

Il mio vero consiglio è di preparne una dose intera e congelarne metà: la prossima volta che vi verrà voglia di ravioli cinesi, dovrete solo toglierli dal freezer e cuocerli.
Più veloce del take-away!


In una ciotola riunite gli ingredienti per la sfoglia e mescolate. Una volta che si sarà formato un impasto slegato, trasferitelo sul piano di lavoro e impastate con le mani fino ad ottenere una palletta liscia.
Avvolgetela nella pellicola o in un sacchetto di plastica per alimenti e mettete da parte.
E' importante che riposi almeno mezz'ora prima dell'utilizzo.

*Per preparare il ripieno di gamberi frullate tutti gli ingradienti in un mixer, fino ad ottenere una sorta di pasta uniforme.
Se usate i gamberi grigi non vi preoccupate se avrà un aspetto inquietante.
Come molte altre cose inquietanti, funzionerà.

*Per il ripieno di carne, tritate finemente i cipollotti, l'aglio se usato e le foglie di cavolo cappuccio private della nervatura centrale.
Riunite tutti gli ingredienti in una ciotola e lavorate (meglio se direttamente con una mano) l'impasto di carne con movimenti circolari, finchè non è tutto ben amalgamato e non assume una consistenza collosa.

Di nuovo, non vi spaventate...SI-PUO'-FAREEEEE!!!


Preparato il ripieno, mettetelo momentaneamente da parte e riprendete la pasta che ora dovrebbe essere più morbida e malleabile.
Dividetela a metà e tenete la parte che non usate coperta mentre lavorate l'altra.

Formate un cilindro con l'impasto, dividetelo di nuovo a metà e ogni metà in 6-8 pezzetti uguali.
Prendete un pezzetto di impasto alla volta (tenete sempre coperta la pasta che non state lavorando, altrimenti si seccherà e sarà molto difficile da stendere), lavorateli fino ad ottenere delle sferette e, con un piccolo mattarello, stendetele fino ad ottenere delle sfogliette sottili sottili e il più possibile circolari.

A questo punto riprendete il ripieno e, un cucchiaino alla volta, riempite le vostre sfoglie...e largo alla fantasia!

Per i Gyoza potete cimentarvi nella realizzazione delle piegature tradizionali, oppure, come diverte a me, mixare un pochino e imitare la forma del nostro tortellino: piegare a mezzaluna e unire i due angoletti.

#SOCUTE
 

Per quelli ai gamberi invece ho abbondato un pò nella farcitura (1 1/2 cucchiaino) e ho semplicemente avvolto il disco di sfoglia attorno al ripieno, decorando con un pisellino.
Ma solo perchè è così che mi ricordo quelli che mangiavo da piccola al cinese!

Per i ravioli ai gamberi vi consiglio la cottura al vapore per 10-15 minuti, mentre i Gyoza vanno fatti dorare qualche minuto con poco olio in una padella antiaderente, aggiunto un dito d'acqua e lasciato cuocere coperto finchè l'acqua non è evaporata.
Cuocete qualche altro minuto finchè il fondo non diventa croccante (non a caso vengono anche chiamato "pot-stickers", attacca-pentola) e servite caldissimi con salsa di soya o altre salsine a scelta.

Se vi avanza della pasta (a me capita sempre...), non osate buttarla: tiratela sottile, spolveratela con abbondante farina (userei quella di riso, ma vedete voi), arrotolatela su se stessa, e tagliatela a striscioline sottili.
In quattro e quattr'otto avrete anche un paio di noodles per la cena.
O dù spaghi.
A voi, come sempre, la scelta.




Chi avrà in casa mamme o nonne sfogline mi starà già ridendo in faccia, ma credo che il bello della cucina sia che tutti possono "mettere le mani in pasta" e provare, basta metterci un po' di testa e voglia di fare bene.
 
I miei tentativi non sono sempre brillanti, ma provo e riprovo, finchè una cosa non mi riesce nel modo che mi ero prefissata.

Poi condivido i miei risulati con voi.
Quindi, fidatevi, parte del lavoro è già stato fatto, voi potete partire da qui e migliorarlo, aggiustandolo ai vostri gusti.

E vi svelo un segreto, il vero motore in cucina non è la curiosità...ma la gola.

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